Il diario delle formiche: è guerra (I)

Annotazione.

Soffiano venti di guerra. Ancora più terribili di quelli già in atto. Come si legge, come si ascolta da notizie bene informate, fra il 5 novembre e il 19 gennaio 2009, bombe americane o bombe israeliane (convenzionali oppure atomiche?) saranno depositate sulla centrale iraniana di Isfahan, sull’impianto di Natanza, sul centro di produzione del plutonio di Arak e altri impianti anche sotterranei. Per la prima guerra del golfo, nel lontanissimo e vicinissimo 1991, radunai questo testo poematico, piccola bibbia di un calvario personale, rimasto volutamente inedito tranne un centinaio di versi. Sento di poterlo rimettere in moto (intanto nella parte iniziale.) per contrastare insieme a tanti altri (fino a che abbiamo fiato) l’uso inesorabile della violenza. Oramai presenza micidiale.

“Posso ascoltare il canto delle formiche sulla punta delle mie dita”

(Hoelderlin)

oppure Hôlderlin

 

 

(1: La giornata dei saluti – 2: Il primo colpo di cannone – 3: Il chiacchiericcio telefonico – 4: La preghiera – 5: L’attesa – 6: La battaglia – 7: L’ultimatum – 8: La Caporetto del deserto – 9: I soldati)

 

1. Il mese di gennaio 1991 non è piovuto mai

i giorni corti sotto un cielo di grande vento

il freddo fa saltare la pietra cade il passero che sento senza più voce

le ragazze ridono e s’insultano camminando nella strada

la città coperta di piccola nebbia di piccolo fango di polvere leggera

i rumori contro il marmo dei vecchi che gridano

non voglio ancora morire

nel mese di gennaio 1991 il carteggio fra i potenti della terra

è quasi giornaliero

minacce

scoppia adagio adagio urlo dopo urlo la lava

il vulcano della guerra brucia il polmone dei giovani soldati

fiore dei cuori in quei giorni purpurei è la guerra

in quei giorni la guerra ho sentito la guerra ho visto la guerra

io arrivo dice la guerra portando l’inferno all’inferno

ma non è la guerra se questa è la guerra

voglio dire che posso andare lontano e tornare

salire lassù dove l’albero conserva interi i segreti

scendere perché la neve d’inverno lo lava

il fischio di un treno dice è l’ora di partire

insisto: non è la guerra se questa è la guerra

vedo la mia casetta con la luce accesa

un fumo dal camino è lì che siede la mia ombra in poltrona

la guerra del golfo per tutta una notte le ore sei di mattina

linea diretta

ho fatto un giro

ma l’isteria che c’è

manca la pasta lo zucchero avete sentito?

si diffondono in questi giorni voci allarmanti

bisogna convincersi che non c’è la ragione

di alcuna preoccupazione

signor Presidente del Consiglio

non vogliamo la guerra

solo la pace vince

pace sì guerra no

i palloncini colorati dei bambini

il corteo ha attraversato la piazza

occorre costringere il dittatore iracheno alla pace

se la guerra scoppierà

diserzione ci sarà

per la pace contro la guerra

la voglia di preghiera per la pace

noi ragazzi ce l’abbiamo addosso

questo malumore

cosa c’entrano le canzoni di Vasco Rossi

con la guerra del golfo? a sentirsi più uniti

tutti i politici del mondo

sono loro i responsabili della guerra

olio zucchero farina scatolame

mah! più o meno seicentomila soldati da

parte degli alleati e

cinquecentomila soldati da parte de-

gli iracheni

le variabili impazzite sono tante

la prima dovrebbe essere di attaccare

Israele prima degli americani

suona il telefono ecco, Roma, la guerra

le guerre si sa come cominciano

e mai si sa come finiscono non si sa

saddam hussein è stato finanziato alimentato

dall’occidente un franckenstein

non tanto da demonizzare ma da capire

Una operazione di polizia internazionale

per quello che vuole essere

il ripristino di un diritto violato

il sindaco di tel aviv dice siamo tranquilli e decisi

perché convinti che Israele vincerà

oggi hanno distribuito le maschere

antigas a tutti ai

giornalisti anche e alle scuole

che cosa possiamo fare per la pace?

fare uno sforzo tutti quanti

ma le prossime ore non danno molte speranze

eppure

eppure quando tutto sembra perduto

c’è sempre un futuro il proverbio è arabo

adesso pubblicità consigli per gli acquisti

Yio piace alla gente che piace

ma dove andate? Certo che qui si mantengono in forma

anche le fette biscottate

ecco riprendiamo con Giorgio Falk gli anni ’80

la ciclicità dell’economia di mercato è

ineluttabile il 1991 sarà di

certo un anno difficile

per la saturazione dei beni

e l’usura dei beni

l’episodio dei due cerchi

il professore di biologia ha detto prendete un compasso

ero al liceo di Losanna

ma perché calerà il petrolio?

siamo immersi in un mare di petrolio

io amo molto navigare

c’è un detto dei marinai chi va per acqua imbarca acqua

e poi noi tutte le sere

parliamo fino alle tre di notte

io non ho comperato nulla

tanto se dobbiamo morire moriremo

Dice Tonino Guerra intanto ti dico subito che io sto

diventando un uomo tribale

siamo un deserto di ideali

se noi prima avevamo un po’ di attenzione

 

2. la comunità europea a questo momento

esce a pezzi da questa situazione

se ci sarà la prima guerra in diretta

ad Amman sono accreditati duemila giornalisti

nella guerra del golfo è stato preconizzato che

per ogni soldato ucciso ci

saranno sei civili morti

gli americani stimano cento morti al giorno

mille nei primi dieci giorni

i sacchi di plastica verde azzurra

per collocarvi i cadaveri dei soldati

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ilfilorosso, anno XXIII, n. 45, luglio-dicembre 2008.

 

 

 

Informazioni aggiuntive

  • Tipologia di testo: poesie pubblicate in quotidiani o riviste
  • Testata: ilfilorosso
  • Anno di pubblicazione: anno XXIII, n. 45, luglio-dicembre 2008
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