Il diario delle formiche: è guerra (II)

Annotazione.

La precedente puntata (iniziale) di questo testo poematico, preannunciava il timore, elargito con angoscia da tanti sulla base di dati autorevoli, che nei luoghi citati e anche oggi terribilmente tormentati, sarebbe divampato un nuovo eguale furore, anzi: peggiore, procurando così uno scenario apocalittico. Questo non è capitato, ma non fa venir meno l’impiego di sorvegliare e ricordare. Memoria e disposizione ferma dei sentimenti, pur resistendo il grado di affannosa incertezza e di pericolosità.

 

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La borsa valori della guerra annunciata ha

assistito alla variazione

del prezzo del greggio dal 1973 è cresciuto

del 400 per cento

l’oro nero resta ancora

l’arma più potente di Saddam Hussein

le maschere antigas possono essere in-

dossate solo per un’ora continua a questa temperatura

molta inquietudine molta febbre dentro

ma molta speranza

il nostro paese è stato in

prima fila nelle fornitura di armi

guadagnare del tempo

dialogando

non basta questa ansia emotiva in

questo momento

dobbiamo invece prepararci a rinnovare

il nostro materiale cultu-

rale complessivo

sono le tre menodieci cioè

ci avviciniamo al momento da tutti temuto

la gente ha sicuramente paura

di fronte a una guerra che

per questo popolo sarà una catastrofe

diciotto milioni di abitanti

questo popolo iracheno che

rischia di essere trascinato in una avventura tragica

IL PRIMO GIORNO abbiamo visto i missili partire

gli aerei alzarsi in volo

non abbiamo ancora visto i cadaveri

li vedremo domani forse ma

è affascinante vedere nella notte

i tornado alzarsi

i missili sibilare come aquile infuriate

illuminando la notte il cielo di rosso

Parlano i non violenti e poi parlano

ecco gli esuli iracheni

Saddam Hussein non è figlio del

nostro popolo

ma una creatura dei signori della guerra

noi sentivamo vergogna per l’occupa-

zione del Kuwait

GIULIANO FERRARA e poi chi è Igor Man?

Non ancora, ci sono notizie

non movimenti di truppe in terra

ma CHIARINI DEL MANIFESTO detta da Baghdad

il bombardamento ha avuto

effetti devastanti punto verso le cinque

del pomeriggio colpito seriamente il

ministero dell’informazione punto

sono oltre sessanta gli attacchi degli F. 15

nel corso della notte

gli arabi anelano a una rivincita sulla storia

bisogna dargliela senza mortificare la giustizia

contro i palestinesi è in atto

una ingiustizia che dura

da quarant’anni

da tel aviv sulla guerra chimica le prime

impressioni erano più

ottimistiche ieri

oggi l’allarme cresce perché

ci sono trenta rampe

missilistiche

mobili

ancora intatte

però la tensione più profonda viene dai

palestinesi

la questione palestinese è il

primo problema in questa zona

maurizio mi senti? Maurizio io ho

la clara ingrao che

deve intervenire

ma sentiamo prima don levi

oh, non mi sembra di dover intervenire sul

problema

palestinese in questo

momento

la tristezza del santo padre

il papa in sostanza è un

cristiano e non cessa

di sperare di ricucire

lo strappo fra politica e morale

nel libano? I miei genitori

prima erano in giordania

poi nel settembre nero sono scappati

in siria poi qua nel libano

noi vogliamo la pace ma non

sacrificheremo la vita per

difendere la nostra nazionalità

palestinese

perché il libano una volta

unito è diventato

un paese così diviso?

mannoni hai qualcosa?

fichera ci sei? no? Allora andiamo avanti come

è finita la fazione cristiana a beiruth?

perché l’hanno uccisi? perché

era un lieder cristiano

e i siriani non potevano accettare ciò

le ripeto noi continueremo a combattere per un

libano

libano

sovrano e

indipendente

ma quale battaglia? la guerra è scoppiata

sedici anni fa

proprio per questa piazza

piazza

ogni giorno c’erano varie

milizie che volevano

conquistare questa piazza da qua a là

e chi ha vinto? nessuno

i libanesi l’hanno persa

lei ha conosciuto…? io, io

conosco solo il mio nome

cosa fa qui? cerco roba di

ferro per fare

qualche soldo

fichera sei in linea? mi dicono

che hai delle novità

sì! Qua a riad il clima si fa pesante

è la terza notte c’è un

clima di paura mancano

le maschere antigas

per gli immigrati è impossibile averla

per gli etiopi i filippini i pachistani

marco pannella

igor man

lucio manisco

dov’erano i pacifisti quando

saddam occupò militarmente

il Kuwait

parla don levi

parla falk

fra tre minuti grazie pubblicità

mangia una fiesta e la vita ti sorride

latte corposo ogni giorno un

po’ più grande

prima c’erano i tedeschi adesso

invece il problema è di tutti

mi hanno detto che lei è stato

in un campo di concentramento

woolf studioso della pace e delle armi

che ha visto gli orrori contro un popolo curdo

igor man dopo la guerra

la mappa del mondo

non sarà più quella

a questo bisognerebbe

prepararsi e pensarci

fin da questo momento

io mi auguro caro Ferrara

io mi auguro caro ferrara

i giovani hanno paura della guerra

la paura è legittima

ma in questo momento ci

sono giovani italiani

che per ordine sono in

guerra in questo momento

la guerra distrugge

la guerra ci aliena crea

un fossato col popolo arabo

ma in questa fase perché

è così forte il sentimento della pace il pacifismo

soprattutto fra i giovani

oggi il nostro paese è

entrato in guerra

è in guerra

vi do appuntamento per il prossimo

collegamento

a fra poco

tutti avevano venduto tutto a

saddam hussein

poi saddam hussein un giorno

è guerra è guerra è guerra

negli stadi di calcio oggi fanno la ola

per la pace

collegamento da new york

lucio manisco mi senti? ci sono novità?

si parla di gas? si parla di bomba atomica?

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ilfilorosso, anno XXIV, n. 46, gennaio-giugno 2009.

 

 

 

Informazioni aggiuntive

  • Tipologia di testo: poesie pubblicate in quotidiani o riviste
  • Testata: ilfilorosso
  • Anno di pubblicazione: anno XXIV, n. 46, gennaio-giugno 2009
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