Trenta miserie d’Italia

pp. 60

 

Appartengo alla schiera, non folta, convinta non solo che si possa ma che si debba morire per la così detta “patria”, itala tellus, Vaterland.
Naturalmente, a Maratona, alle Termopili, a Salamina, a Curtatone e Montanara, sul Piave.
Obiettano: “Anche adesso che i confini sono scomparsi o fluttuanti come le onde del mare?”.
Rispondo: “La pace universale è l’utopia sovrana e solenne dei vecchi sapienti, e solitari, assisi davanti alle grotte delle alte montagne.
Dunque questo testo è un canzoniere d’amore incattivito da una rabbia rabbiosa per un tradimento che è in atto ma che deve passare.
(Roberto Roversi)

 

 

 

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Letto 4852 volte Ultima modifica il Giovedì, 23 Maggio 2013 10:28
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