Patria

Patria è una parola che mi cammina sul cuore.

E poco mi importa se i laici cittadini del mondo

possono irridere presuntuosi e arroganti.



Patria è la terra in cui riposa mio padre

in cui riposa mia madre, in cui riposa mio figlio.

E in cui anche mia moglie e io, molto

avanti a sdipanare il filo rosso della vita,

andremo lenti come la nebbia costante sulla

nostra amata pianura

a confonderci in una polvere d’oro

fra api fiori (e fieno)

(come avere, dopo il lavoro, quieto riposo

dalla lunga fatica).



Patria consolami.

La Patria non chiama ma dà. Si fa riconoscere

subito per i benefici

di commozione dei sentimenti che suscita senza essere affranta.

La sento viva in mano. Non mi lascia mai

confortandomi con il

racconto delle sue memorie e

delle sue avventure, delle sue cento sconfitte, delle sue vittorie.

È tutta cielo e mare.

Nubi bianche su alte montagne.

È la voce di bambini che chiaman la madre.

È il rumore di un treno sulla pianura.

È l’Italia ferita e altera.

Sono io. Siamo noi.

Qualche marmo. Comune destino.

Informazioni aggiuntive

  • Tipologia di testo: antologie
  • Testata: Parole per l’Italia
  • Editore: www.adaltavoce.it
  • Anno di pubblicazione: 6 settembre 2011
Letto 2511 volte Ultima modifica il Venerdì, 08 Marzo 2013 17:37