L’oblio, il fuoco, il lamento, l’odio, il dolore

1. RACCONTANO LA LORO DISFORTUNA QUESTI UOMINI.

Siamo maltrattati quasi come al tempo di Omero.

I ricchi stanno diventando

più ricchi, la povertà diventa

più povera. Non durerà molto

e quasi quasi gli uomini alla macchia

sono aumentati.

Sì, che nel rapimento c’è il suo tornaconto.

Meglio rubare un uomo ricco che

rubare le pecore

questo tace e quelle soltanto belano

ma belano.

È IL SISTEMA DEL CATTIVO GOVERNO.

Ognuno avrebbe preso la sua strada

ma dei pastori che lavorano in fabbrica

non uno solo è contento.

Qua nel bosco ci troviamo male

siamo come fiere braccate

è una vita difficile difficile

i familiari sono pedinati.

Vengono, ci vengono a cercare

eh, altro che non viene nessuno!

Si tiene gli occhi aperti, qua un uomo

se è sveglio non si prende, non si prende

un uomo.

La nostra sorte? questa è la nostra sorte.

che uno non deve piegare la schiena

LA SCHIENA NON LA PIEGA MAI.

 

2. LE SCUOLE CHIUSE LE FABBRICHE FERME.

È detto questo con terribile incidenza:

TUTTI SONO RESPONSABILI DI TUTTO.

Dentro la primavera di questa primavera incomincia un nuovo inverno.

Uomini e donne possono investire la stagione

coi copertoni accesi dal fuoco di un inferno.

GLI ANNI DELLE BOMBE E I CONSEGUENTI DOLORI.

I fiori decapitati hanno nomi strani

sui banchi degli esuli siciliani

che consumano fumando i vecchi rancori

per le strade di Torino;

fra aranci e fichi d’india

nascondono pistole 9 corte e mitra con la canna segata.

Là vicino fu decapitata

la Madonna del Dolore

per fare posto a un palazzo di venti piani

– ma la nostra architettura è un fatto ancora provinciale

non può sfiorare le nubi come in America

né sprofondare la testa dentro la gola aperta di un temporale.

CHI VUOLE CANTARE USA LA LUPARA E MUORE DI RABBIA.

 

3. QUANDO SI SPEGNE IN FOLATE D’UCCELLI IL MOTORE DEL MONDO.

Correva l’anno 1327

era il mese d’aprile

ai piedi del monte Ventoso

hanno trovato il corpo sgozzato e squartato

di tale Petrarca Francesco

un uomo di buona memoria

nazionalità italiana e in opinione di chiesa.

Depone Geno Avviamento padrone dell’osteria:

quell’uomo basso e magrolino seduto lì vicino

quell’uomo che parla a voce bassa con i cenni del capo

e segna i fogli con una matita bionda

quell’uomo (dice) ha minacciato l’abate

l’ha offeso e picchiato.

È un mendicante tedesco, tale

Bertolt Brecht di anni trentasei.

Oggetto della disputa una frase

gridata dal gelido assassino:

COLORO CHE IN DATA ODIERNA ALZANO CATTEDRALI

DI CERTO HANNO PERDUTO LA FEDE.

Al fuoco condannato

queste le ultime parole

al fumo di una sigaretta:

L’ABATE ERA LO SPECCHIO DI MILLE BRAME

ERA IL PAPAVERO TURCO CHE ODORA DI PEPE

PER QUESTO IL SUO CORPO È STATO INFANGATO

dico che io Bertolt Brecht sarò poi ringraziato.

 

4. Nuvole rosse rosse graffiano la montagna.

Un chicco di neve sopra la marmotta che dorme.

Il furiano straccia la pelle del mare.

Ah, amico, che anni

quanti e quali anni abbiamo vissuto insieme.

Le notizie, sempre, sono da decifrare.

 

 

Informazioni aggiuntive

  • Tipologia di testo: poesie in altre pubblicazioni
  • Testata: Per Pasolini: detrazione e laude
  • Editore: Editrice "Terza Pagina"
  • Anno di pubblicazione: 1976
Letto 54 volte Ultima modifica il Martedì, 20 Luglio 2021 11:01
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