Quel mio bosco

Disteso nel bosco ero

acquattato nel bosco. Freddo molto gelato il suo fiato.

Un bosco in profondo mistero un bosco nero.

Dove era lontano quel bosco?

Sulle mani dai rami piove un ghiaccio di fuoco.

Aspetta: dicembre gracchia striscia ansima tuffa

nella neve gli occhi verdazzurri fra i suoi tronchi incastrati.

Ma il bosco mi custodisce e io mi sento

avido in questo sole che sta immobile quando

(e un momento) il primo

aereo da caccia nasce da un riflesso vibrante

a sud poco distante

così giallo è un ospite inatteso.

Proteso scivola sul marmo delle nubi

taglia il cielo a pezzi con la polvere e il fumo

è l’ape che si distende nel cuore bianco del fiore.

L’aereo rosso da nord arriva infuriato

è un tordo sul tronco del cedro sbattuto dal vento

quando aspetta la tempesta e senza fretta la vede arrivare.

Sento che annusa il bosco vola basso segue le orme.

Uno l’altro non vede, ciechi d’odio non si vedono ancora.

È l’ora di un mezzogiorno pieno nei paesi che odorano di pane.

Un ramo sussulta

io con la fame addosso sono disteso nel bosco

Il bosco è dentro di me e io dentro quel bosco.

Foglia tronco arbusto albero vecchio frammento secco di ramo.

Io la meraviglia dell’ombra

che cammina sulla schiena del vecchio cinghiale.

Io il suo respiro che piange.

Io la foglia fradicia l’orma di un piede lo sterco del cerbiatto.

Nell’attesa d’altra neve io ero anche l’inverno

e dentro la neve mi acquatto.

Sono l’occhio buono del bosco

il suo braccio mi circonda

ma sono anche il suo inferno

ascolto la sua paura del fuoco.

L’aereo giallo si inchina si rivolta è colpito

l’aereo rosso esulta balla nell’infinito

vola come la farfalla di settembre

dentro alla prima nebbia. Scompare lontano.

L’aereo giallo cade esplode nel bosco

il bosco grida sfavilla ha brace di sangue sul viso

un cinghiale è sventrato

un uccello nero brucia ancora sul ramo appollaiato.

Ascolto il bosco soffrire grido in mezzo a quel fuoco

come ho gridato al compagno

inseguito nell’alba correva verso il bosco

al limite della radura.

Non ha avuto paura. Poi è caduto fulminato.

Io vivo sono restato.

Informazioni aggiuntive

  • Tipologia di testo: poesie in altre pubblicazioni
  • Editore: Edizioni Gruppo Abele
  • Anno di pubblicazione: 1994
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