Gliommeri II

28 dicembre ’81

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Da quando sono morto

mi sono riciclato

non sono diventato un’anima

ma uno gnomo scatenato

che corre qua e là

ridendo e inseguendo

un po’ di verità.

Alle volte le arrivo alle spalle

sorprendendola ma è leggera

agile astuta labile

come una farfalla.

Così non riesco ancora

a stringerla fra le dita.

 

***

 

19 ottobre ’79

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Col gatto nero sulla spalla

che guardava sorgere le soleil

egli pensava all’ipotesi

di andare o di restare.

Tre conchiglie vuote

erano sulla spiaggia picchiate

da un mare di piretro.

La considerazione si concluse

con un niente di fatto:

né andare né restare.

Forse andare e restare.

Chissà.

Come si vede dunque

anche in questa età

la vera verità

sta nell’ebbrezza dell’incertezza.

 

***

 

24 maggio ’79

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Quando è notte fonda profonda

come è fonda profonda adesso la notte

profonda come l’onda fonda

rotte voci provenienti dall’onda si sciolgono.

Restano sul terreno le voglie e l’abbaglio

delle foglie decapitate e la voce gialla

di giornate appena consumate.

Rompere una noce col martello

è una fatica, quando il giorno e il

tempo è bello ma quando è

notte fonda profonda come un’onda

un’onda fonda è impossibile restare

a schiacciare le noci.

Si può solo ascoltare le voci.

Le voci che porta la notte.

 

***

 

25 maggio ’79

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Oggi le campane

slegate dalla prigionia

sono scatenate

e vanno suonando

– tempestano come dannate.

Il richiamo delle parole lo conosco.

Meglio le campane del silenzio.

Meglio aspettare che credere

una volta per tutte.

Meglio sbagliare ancora una volta.

Meglio un poco di dolore

che cento anni di felicità.

Meglio un’ora a questa finestra

che l’eternità.

 

***

 

Ricordarsi che si vive per morire

nella polvere fra i vinti

non coi vincitori.

Ricordarsi che il firmamento

brulica di vermi

non di vento.

E che si muore.

Ricordarsi di comprare

la marmellata di lamponi

un po’ di pane

tre limoni.

Forse alcune uova.

Ricordarsi di quel gabbiano

(disegnato sull’acqua?)

che per giuoco vola dentro al cielo

poi scende si nasconde

ha sul becco il fuoco.

 

Informazioni aggiuntive

  • Tipologia di testo: poesie inedite
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