Poeta di squisita intensa misura

Pedretti è poeta di squisita intensa misura, ma non prezioso. Il suo dialetto, in versi, ha una specie di levità porosa che sembra possa raccogliere non solo la luce ma l’ombra e certa tenera violenza della gente. Infatti è un autore che tende a restare piuttosto all’aperto ma per catturare, fissare i dettagli, gli oggetti – e immedesimarsi poi con una cura quasi vibratile. Per farne, secondo una giusta indicazione critica, dei personaggi; oppure, si potrebbe aggiungere, dei segni enigmatici, ma di un enigma che si schiarisce rapidamente al seguito di una tensione sempre implicita di definire, si precisare – in qualche modo di concludere.

Quasi come i pittori che sulla superficie levigata e brillante di un oggetto riverberano il particolare preciso di qualche cosa che è fuori della scena – e che riconquista così la sua vitalità nel giuoco visivo, per questa straordinaria rifrazione.

Dunque poeta colto, attentissimo fino alla minuzia al materiale linguistico, eppure capace di una libertà non contratta, anzi quasi intransigente, nell’accettare la sottile spietata ambigua violenza dei sentimenti. E la sottile spietatezza e la quieta violenza, che però non lascia scampo, delle contraddizioni suggerite dagli stessi sentimenti che affiorano dalle nostre storie terremotate.

Sentimenti che possono accendere anche rabbie, scontrosità risentite, abbandoni secchi e suggestivi (come un reclinare in sé), e impennate della memoria (echi appena raccolti della strada). Un proliferare magico ma anche reale di fatti, talvolta in vitalissima connessione; di voci, persone, animali che sono in scena e scompaiono quasi travolti da misteriose ubiquità.

Pedretti, anche in questi racconti che sono pubblicati postumi, è lucido e implacabile nella cura di levigare ogni particolare; ma coinvolge e sorprende anche per la varietà dei registri narrativi; tanto che leggendo si è come condotti e poi raccolti in un altro mondo, in cui lui ci convince a restare, ascoltando. Un poco straniti, eccitati per la qualità sottile delle storie che ci ha rivelato; ma anche più chiari, con ironia e fantasia, nei riguardi di noi stessi.

Informazioni aggiuntive

  • Tipologia di testo: prefazioni / postfazioni
  • Testata: Nella favola siamo tutti. Fantastorie, di Nino Pedretti
  • Editore: Maggioli Editore
  • Anno di pubblicazione: 1989
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