Invettive contro il tarlo
9.
ti notifico, libro della mafia libro della malora,
che non credo a nessuna tua parola
neanche nell’indice finale
compresso dalla legatura di porco, di cinghiale.
Sfoglio le pagine rapido, mi inoltro
nel folto del tuo bosco e ahi! m’imbatto
nell’ombra che s’interra dentro al foglio
scoglio dove tu banchetti e inviti.
Viene la sera e consuma fra gridi
leggeri la candela, la pagina ferita
nel silenzio del salone si lamenta
10.
così era e così è. Tu corri
per sottrarti ma io ti inseguo
perseguo la tua traccia
sollevo i veli al tuo fantasma bianco
non ti do tregua requie pace sonno
è inutile che fingi indifferenza
impallidisci risecchisci stendi
una cortina di nebbia sulla strada
che cala fra le pagine
tarlo avaro assassino
lo sai alla fine la mia mano
afferra il regolo lo cala per colpire
e ti scaglia lontano
dal tomo del Balestrieri che mi è caro
11.
nei libri antichi è scritta la saggezza,
parola di Brecht.
Ma dalle severe biblioteche non esce
solo il sapere lucido di sole;
non esce solo con le piume
dell’esile gabbiano
la poesia claudicante per l’attesa
e prossima a cantare;
esce anche la fame del tarlo
che insinuato rode
con occhi di delirio;
escono grida e voci di una storia
che racconta come
troppe volte i sapienti
servono i potenti sorridendo.
Dalle biblioteche dice Brecht
escono i massacratori.
Io aggiungo: anche i massacrati.
Ma i loro nomi il tarlo
in un’ora appena li ha divorati
Queste tre invettive, con delle piccole varianti, confluiranno più tardi nel volume Libri e contro il tarlo inimico, Pendragon (200 copie numerate fuori distribuzione), 2013.
Informazioni aggiuntive
- Tipologia di testo: poesie in altre pubblicazioni
- Testata: La biblioteca desiderata, a cura di Massimo Cecconi
- Editore: Provincia di Milano – Assessorato alla cultura
- Anno di pubblicazione: 1995


