Prefazione a Il libro delle chiese abbandonate, di Tonino Guerra

Oggi ogni editore è portato a presentare un nuovo libro come un’opera più che importante, addirittura un capolavoro. Non c’è ordine nell’esaltazione; e il pubblico dei buoni lettori capita che sia frastornato, irritato o soltanto reso sospettoso dal proliferare di inviti che tendono con anticipo a sciogliere ogni dubbio, a suggerire ogni giudizio conclusivo.

Dentro a questo quadro generale come si può collocare questa opera di Guerra? Se è vero che riesce ormai difficile accompagnare con parole corrette anche i testi più solidi, convincenti; destinati a durare ben oltre lo spazio di una mezza stagione di premi.

Subito, si può dire, come la conferma di una rinnovata sorpresa della fantasia e di una solidità di scrittura che resiste alle offese della terribile omologazione in atto, lievitando con morbida perizia e intransigenza di scelte dentro agli umori di una storia diretta che non si consuma; dentro al fiato miracoloso della vita che viene disposta sempre in un rapporto con le cose e le persone senza perdere neanche un dettaglio – scivolando quasi fiume silenzioso, implacabile sui fogli che si vanno riempiendo.

Le chiese abbandonate non sono cattedrali spente in un deserto né umide pietre sparse dagli inverni; neanche luoghi di un desolato mormorio della memoria – contrassegni di una devozione ormai consumata. Ma risaltano, ad apertura di pagina, come luoghi ancora vivi di verità e di attese sopravvissute ad ogni vicenda di fame e di guerra. Sul serio, anche se disadorne, ancora luoghi di riparo, di drammatico conforto. Navi di pietra che il mare del tempo è riuscito ad offendere ma mai ad affondare nonostante le tempeste.

Così resistono ad ogni massacro e sono centro di nuove vicende, straordinarie, nelle quali è sempre protagonista la gente, sia di Romagna che di fuorivia, unita a calcare con piedi giusti l’erba del mondo.

Tonino Guerra è ancora un vero cantore di popolo, non lasciando nessuno fuori dalle sue storie senza età eppure così vicine alla vita da darci l’emozione di essere raccontate dentro a un futuro che non ha più paura del passato (non, come oggi spesso accade, dentro a un presente inquieto e timoroso del futuro).

Proseguimento di un lungo appassionante volo della fantasia mai stanca di portare luci e ombre in giro per l’universo dei lettori.

 

 

 

Informazioni aggiuntive

  • Tipologia di testo: prefazioni / postfazioni
  • Testata: Il libro delle chiese abbandonate, di Tonino Guerra
  • Editore: Maggioli
  • Anno di pubblicazione: 1988
Letto 838 volte Ultima modifica il Giovedì, 18 Giugno 2015 07:46