Quarta di copertina (Cròniche epafániche, di Francesco Guccini)

Sento di leggere e intendere queste pagine quasi dentro al riverbero che danno le vetrate policrome nelle chiese senza ori del mondo antico. Perché mi sembrano collocate in un tempo che tende a renderle precise e concluse per la forza di una memoria mai quieta; e perché le sento circondate da una tensione che le colora via via rinnovandole.

Certamente Guccini si porta ancora sotto la pelle il sentimento di una realtà memorabile, anche se gli eventi non sono di mille anni fa ma soltanto di ieri.

E lui, cantante e autore di canzoni i cui testi hanno lasciato il segno e i cui suoni si sono stampati nel cuore come un marchio, adesso ha scritto – o cantato? – un libro che racconta, con una lingua che arriva emozionante e precisa, vicende dell’infanzia e della giovinezza maturate e passate in un paesaggio di mezza montagna, fra Emilia e Romagna, dagli anni ’40 in poi; rimettendo in campo con travolgente durezza gente a tutto tondo.

Il testo raggiunge così un risultato notevole, molto personale. Non solo per la scelta nel decifrare i dettagli che contano – nella nostra epoca che ha continue precipitose approssimazioni – ma per la capacità di trasferirli sulla pagina con una determinazione che non si lascia corrompere da lusinghe di facili sentimenti o di impossibili rimpianti. Tanto da costruire un poema narrativo, una saga familiare. Con rigore, pazienza sorridente, un’abile fantasia dentro a una verità di atti e fatti accaduti, la ricerca di una poesia controllata e momenti di bel divertimento. Ripeto, con un linguaggio che sorprende; in queste pagine da leggere, da vedere, da immaginare, da ascoltare.

Informazioni aggiuntive

  • Tipologia di testo: prefazioni / postfazioni
  • Testata: Cròniche epafániche, di Francesco Guccini
  • Editore: Feltrinelli
  • Anno di pubblicazione: 1989
Letto 178 volte