Una giornata di festa grande a Bologna
In via San Felice, nei due portici contrapposti.
‒ Dottore, professore, illustre signore… Ehi!… Esimio cultore di preziosi sonetti caudati… aspettami, diobono, che attraverso… Beh! Come mai da queste parti?
‒ …
‒ Non mi parli? Sei incavolato? L’oblio del mondo ti pervade?
‒ Cosa avrei?
‒ In chiaro, l’invidia che ti rode perché non hanno messo fra tanti, nessun tuo verso negli incarti dei “Baci Perugina”, cioccolatini raffinati e colti?
‒ Bene, ti rispondo: vigliacco, porco… mascalzone… va’ a farti fottere!
Inutilmente insegui, così esagitato, l’eloquio sovranamente armonico e scandito, con le pause che sembrano respiri di Vulcano o di Venere, del nostro leader massimo D’Alema…
‒ Vorrei vedere te, brutto scemo; ho assistito a uno spettacolo impensabile… l’inaugurazione del monumento, a cavallo, di Santoro…
‒ Dove?
‒ Davanti all’Arena del Sole.
‒ Ma non c’è già il cavallone di Garibaldi?
‒ Il cavallo c’è, Garibaldi non c’è più… Adesso c’è Santoro… A torso nudo come un gladiatore antico e una spada in mano, che fiammeggia al sole da far paura..
‒ E il povero Garibaldi?
‒ L’hanno disarcionato e trasferito…
‒ Dove?
‒ Nell’atrio del teatro di fronte, l’Arena del Sole… È lì seduto, su una poltroncina di vimini, a gambe larghe e a ginocchi piegati… l’eroe dei due mondi sembra al gabinetto… l’artista Cattelan ha suggerito di armarlo, così seduto, con una scopa di saggina (allusiva, come è chiaramente indicato nell’esaustivo catalogo in vendita, alla capacità dell’eroe di ripulire il mondo da sopraffazione e violenza…).
‒ Entusiasmo, in giro?
‒ Mica tanto… Un gruppetto di giovinastri ha gridato verso Santoro a torso nudo a cavallo: «scemo, scemo, scemo!»… Lui è sceso rapido e li ha inseguiti per un po’ mentre scappavano, poi è tornato ad adagiarsi in groppa al cavallo e da lì, vociando parole di vittoria, esibiva le innumerevoli ferite ricevute dal potere del cavaliere infame, torturatore degli onesti… Infine è arrivato Dalla a cantare Nuvolari.
‒ Nuvolari? Cosa c’entrava?
Per questo c’entra sì. Santoro ha vinto l’ultima edizione delle Mille Miglia, correndo a piedi nudi e superando il secondo arrivato, Biondetti, di circa tre minuti.
‒ Gran festa, allora…
‒ Dopo ci sono stati i fuochi d’artificio con il botto… E trombe
bandiere e lo scoprimento di una targa
marmorea che diceva:
Intrepido nella sventura
trionfante con determinazione
negli accadimenti
apocalittico nelle convinzioni
della propria sussunta grandezza
elargitore al popolo
di benefici infiniti
Evangelista Santoro
in questo luogo è giustamente celebrato
in groppa al glorioso cavallo garibaldino
denominato Piretto.
Anno domini 2010 settembre 34
Foglio degli Eremiti, n. 6-7, 13 settembre 2010
Informazioni aggiuntive
- Tipologia di testo: articoli su fogli volanti
- Testata: Foglio degli Eremiti
- Anno di pubblicazione: n. 6-7, 13 settembre 2010


