Un ritmo rap, aggressivo, quasi spietato

Un libro strano, ad aprirlo, nella sua apparente quasi brutale rapidità, aggressività. Perché cominciando a leggere (una prima lettura e non conoscendo altre opere dell’autore) si è coinvolti da una rabbia che sembra calcolata, calibrata, tecnicamente organizzata; un vortice di parole (di parole/dialogo, data la esiguità voluta, la concentrazione di ogni domanda/risposta) che sembra tentino di scrostare con le unghie un muro quasi impenetrabile, mentre lo scalfiscono appena lasciando minimi frammenti, un po’ dello spolvero dell’intonaco, per terra.

La particolare stranezza del libro consiste a mio parere in questo: i minimi frammenti, lo spolvero dell’intonaco verbale aggrumato per terra, il lettore che si inoltra avanti fra le pagine li vede (come fossero proiettati su uno schermo grande e un po’ surreale) di nuovo e rapidamente congregarsi alle sue spalle, risalire il muro, riaderire e confondersi con l’intonaco; stabilendo in questo modo un collegamento mai interrotto e per nulla pretestuoso con il corpo, con la struttura narrativa da cui via via sembrava venissero espunti. Convalidando l’impressione di una sostanza di fondo meno approssimata, molto meno approssimata, di quanto può apparire a un primo riscontro. In base a questa prima considerazione mi è utile stabilire un rimando al testo in prosa Dark, con l’enunciato: “fumo di camere a gas naziste”. Perché, volendo proporre un appiglio non certo approssimato (e rendendomi conto della necessità di usare ogni cautela e ogni rispetto), questo libro lo vedo collocato in una camera dove si bruciano con forsennata tempestività corpi di parole perché diventino cenere e non si rendano più pericolose, perdendo la loro sostanza e riducendosi a un silenzio spento, a un’ombra impalpabile.

In questo esempio di progressivo programmato “disastro”, che sembra strinare dopo appena enunciato ogni lemma di comunicazione, ogni possibile voce, il soffio che, ripeto, torna via via ad agitare la polvere della parola e a spingerla di nuovo ad aderire alla sua primitiva struttura, è l’ossessivo e si può dire anche implacabile ritmo che scuote ogni riga delle pagine.

Autenticamente un ritmo di rap; costante, alto, aggressivo nella sua intransigente ripetitività. Soprattutto incalzante, quasi spietato. Perché c’è una scansione ritmica in questo libro, da autentico rap metropolitano, che come una piccola ma implacabile colata di cemento o di fuoco scende e si insinua fra le pieghe delle parole, a scardinarle e a ricomporle con una furia secca che non dà respiro.

Il testo che adesso ho davanti, l’ho avvicinato e progressivamente affrontato spinto da una impressione in sostanza analoga, anche se in alcuni momenti sforzata. Per fare un esempio: qua si parte derapando poi già in velocità si innesta l’ultima marcia, come nelle macchine veloci; in questo modo si vedono scorrere ai lati, attraverso il finestrino, le parole come alberi che cercano di resistere al tempo.

Così a me pare il libro, questo libro, nel suo ritmo interno e nel suo svolgimento. Uomo e donna quasi sempre contrapposti in un amore che si respinge o in altre situazioni d’emergenza, interno-giorno o interno-notte, sequenze cinematografiche, tutte sull’occhio. Le parole, rapide, attraversano le labbra come frecce per conficcarsi nel cuore.

Voci basse, concitate. Offese quasi mortali, ma mai mortali (le presiede una volontà rattenuta, mai una volontà di fondo).

Ripeto: la stranezza, cioè la diversità del libro consiste per me in questo sgranarsi che non precipita mai: ma, anzi, finisce per rafforzarsi, darsi sostanza, sospinto da questo tam-tam da foresta che non si concede pausa. Perché si distende, cerca e vuol confondersi con il più grande suono del mondo. Le pagine registrano anche il moto e la relativa tensione di questa ricerca.

 

 

Bologna, marzo 1992

 

 

 

 

Informazioni aggiuntive

  • Tipologia di testo: prefazioni / postfazioni
  • Testata: Manhattan: racconti minimi per il teatro, di Angelo Giaccone
  • Editore: Atelier Onesti
  • Anno di pubblicazione: 1995
Letto 2748 volte Ultima modifica il Giovedì, 31 Luglio 2014 11:10
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