Presentazione

Mi piace essere qua, in mezzo, insieme a Fazzini. Leggendolo ho l’emozione di legare molti segnali al tempo trascorso da quando l’ho conosciuto, alle cose accadute, a vicende del sociale che sembrano disparite nel nulla e invece hanno lasciato, in noi almeno, eccome!, un segno tutt’ora aperto.

Ma per entrare nel merito, collegandomi con quanto ho appena enunciato, vorrei subito annotare che il groppo (il nodo) di queste esperienze complessive è trasferito in queste pagine, date come universo testimoniale dell’autore; il quale, verso verso verso, compendia un itinerario disposto come testimonianza e rimemorazione di sé a se stesso per i giorni a venire. Tanto da far presumere che questo possa essere, per sempre, autenticamente, l’unico; la codificazione definitiva di uno spaccato ampio di vita, stabilito con libertà dalla giovinezza che impara alla maturità risentita con qualche durezza e non rassegnata. Non un congedo dalle cose fatte e subite; piuttosto la edificazione di una stanza/archivio in cui collocare la memoria viva e in cui ripararsi secondo le occasioni e le vicende. Senza che mai si sovrapponga un senso di durezza affannata. Piuttosto, proponendo con grande libertà una tendenza all’intreccio ironico e disinibito dei segnali attraverso il prolungamento, l’insistenza di una ritmica sottilmente ambigua perché tende o dà l’impressione di tendere a compattarsi per poi rallentare, quasi smorzarsi per una estrema cautela o per un guizzo di scrupolo nell’intrecciare il nodo del proprio dispetto.

La mobilità di questi spaccati fra il cielo – come riverbero molto accentuato della coscienza e dei sentimenti mantenuti vivi – e gli sbarramenti variamenti contrapposti a questa vivacità, con abbassamenti di luce per le presentazioni di malumori o accidie che pesano, sembra a me la sostanza più attiva, personale e qualificante dei testi. Aggiungerei (mio raccordo privato) che varie volte sono stato rimandato, per una strisciante congenialità in vari testi, a modi dell’interessantissimo Ragazzoni. E anche questo a me sembra importante per districarsi nei testi di Fazzini; che tende, ma non sempre, a isolare sotto un tendone di impazienza, di acuminata timidezza, la realtà della propria natura in realtà molto vitale e parecchio conflittuale. E così le adatta sopra una piccola maschera ironicamente stravolta per coprire le ferite.

Tutti i miei dati sono naturalmente molto soggettivi. Così che vorrei concludere con questa esemplificazione: compendia la leggerezza apparente e lo strazio reale di questo libro composito, molto vario, il testo di pagina 51. Il buon lettore confermerà o meno l’eventuale esattezza del mio referto.

 

 

 

Informazioni aggiuntive

  • Tipologia di testo: prefazioni / postfazioni
  • Testata: Altri fiancheggiamenti, di Gian Mario Fazzini
  • Editore: L’Autore Libri
  • Anno di pubblicazione: 1990
Letto 2602 volte Ultima modifica il Lunedì, 11 Marzo 2013 11:07